Coronavirus: fiere posticipate, smart working e negozi chiusi. Qualche consiglio per imprese e cittadini – DAL SALONE DEL MOBILE A COSMOPROF: LE FIERE GIOCANO SUL TEMPO

Posted By Daniela Montalbano on Feb 27, 2020 | 0 comments


Effetto Coronavirus sull’economia: alcune fra le fiere più importanti a livello internazionale, che si tengono in Italia, sono state posticipate. Il Salone del Mobile di Milano si terrà dal 16 al 21 giugno; il Cosmoprof Worldwide Bologna dall’11 al 15 giugno; la Mecspe di Parma dal 18 al 20 giugno; Mido, il più grande evento internazionale dedicato al settore mondiale dell’eyewear, è stato programmato tra la fine di maggio e la prima metà di giugno; la Childrens’s Book Fair, a Bologna, si terrà in maggio; Identità Golose, l’evento gastronomico che richiama a Milano chef e operatori del settore da tutta Italia, è stato annullato. E così anche il Myplant & Garden, il più importate salone professionale del verde in Italia. Ad oggi, sembra salvarsi solo Vinitaly, confermato per la seconda metà di aprile a Verona.


L’ITALIA DIVISA IN TRE: LE MISURE PER IMPRESE E CITTADINI – Lo stato di emergenza ha portato, scrive il Sole 24 Ore, «ad una pioggia di decreti d’urgenza, norme attuative, ordinanze e circolari che stanno arrivando da Palazzo Chigi, da Regioni e Comuni…l’Italia è divisa in tre. La zona “bianca” (regioni, province e comuni definiti non cluster, ossia quelli meno a rischio contagio), quella “gialla” (rientrano le sei regioni con più casi di Covid-19) e la zona “rossa”, in cui ricadono i 10 comuni del lodigiano e quello veneto di Vò Euganeo».
I provvedimenti così come descritti dal Sole 24 Ore:
Zona “bianca”: Pa, scuole, università dovranno esporre le informazioni sulle misure di prevenzione mettendo anche a disposizione, di tutti, soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani. I sindaci e le associazioni di categoria devono promuovere la diffusione delle stesse misure di prevenzione igienico sanitarie presso gli esercizi commerciali. Le aziende di trasporto locale dovranno adottare “interventi straordinari di pulizia dei mezzi” e i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche sono sospese fino al 15 marzo. Per i concorsi, invece, “deve essere garantita in tutte le fasi la distanza di sicurezza per la trasmissione droplet” (le goccioline di saliva). Al via anche l’obbligo di denunciare alla Asl il soggiorno non solo nelle zone a rischio della Cina, ma anche nei Comuni italiani della zona “rossa”. Per loro l’autorità sanitaria territorialmente competente “provvede alla prescrizione della permanenza domiciliare” (la quarantena). Dovesse servire la certificazione ai fini Inps per l’assenza dal luogo di lavoro, l’Asl rilascerà una dichiarazione indirizzata a Inps, datore di lavoro e medico curante in cui si dichiara che il soggetto, per motivi di sanità pubblica, è stato posto in quarantena.Zona “gialla”: riguarda i comuni delle regioni Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria. In particolare, viene previsto che lo smart working è applicabile in tutti i comuni di queste Regioni a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza di accordi individuali. Anche i tifosi non potranno seguire la loro squadra del cuore, e la riammissione a scuola avverrà dietro presentazione di certificato medico.Zona “rossa”: ne sono interessati 11 Comuni, di cui 10 lombardi. Qui il governo ha stabilito il divieto di entrata e uscita per tutti gli abitanti e si definisce la chiusura di uffici pubblici (a eccezione dell’erogazione dei servizi essenziali), lo stop alle attività lavorative, la chiusura dei negozi (a eccezione di quelli per i beni di prima necessità), la sospensione di tutte le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura e quella del trasporto di merci e persone. Comunicazione obbligatoria all’Asl per chiunque abbia sostato, o sia transitato, dal 1° febbraio 2020 nei Comuni della zona “rossa”. Comuni nei quali verranno sospesi, fino alla fine di marzo, i versamenti contributivi e verrà assicurato il ricorso alla cassa integrazione in deroga per le aziende al di sotto dei sei addetti e per chi non ha strumenti di sostegno al reddito. Il governo ha stanziato un fondo di 21 milioni di euro. Lavoratori autonomi e partite Iva avranno un’indennità fino a 500 euro per un massimo di tre mesi.


LA LOCOMOTIVA LOMBARDA RISCHIA LA PARALISI – Milano nel caos: «Sono fiducioso che ce la farà, ma dipende da quanto andrà avanti questa situazione di stallo». È il pensiero di Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House-Ambrosetti intervistato da “Il giorno” riguardo gli effetti economici del contagio del Covid19. Tra le tante domande, De Molli risponde anche a questa sulla manifattura: « «La riduzione del commercio verso la Cina ci priva non solo di un importante sbocco, ma soprattutto di un tassello fondamentale nelle catene del valore della manifattura che si rifornisce di componentistica e materiali senza i quali non può continuare a produrre. Una riduzione dell’attività genera poi effetti a cascata sul sistema: basti pensare alla logistica e ai trasporti». In poche parole, la Lombardia riuscirà a riprendersi. «Sono convinto che l’ecosistema milanese sia solido, e possa sopportare una temporanea contrazione dell’attività economica. Certo, se questa contrazione dovesse essere più prolungata gli effetti potrebbero iniziare a manifestarsi con forza, soprattutto nel settore della ristorazione e del commercio al dettaglio.

In Lombardia ci sono oltre 110mila imprese operanti nei settori dei servizi al pubblico (come bar, ristoranti e negozi) in cui lavorano oltre 700mila persone. Un prolungato stallo delle attività economiche, se non assistito da un intervento pubblico, potrebbe avere delle ripercussioni anche importanti sulla sopravvivenza degli esercizi commerciali» (www.ilgiorno.it/milano/cronaca/coronavirus-1.5046436)

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