Esami a distanza, taglio di capelli “in sicurezza”, riapertura delle imprese. E, forse, mille miliardi di Coronabond…

Posted By Daniela Montalbano on Apr 9, 2020 | 0 comments


L’EUROPA NON E’ FINITA, MA NON GODE DI OTTIMA SALUTE – L’Europa, probabilmente, è più forte di prima: ha stanziato 2.700 miliardi di euro e, ora, ne stanzierà altri 3mila. Ma “per una parte importante della classe dirigente europea – scrive il Foglio – la possibilità che l’Europa possa sopravvivere o meno alla pandemia, è collegata all’adozione degli Eurobond”. Secondo il Corriere della Sera, “l’insieme di idee, di valori e di interessi che fin qui hanno rappresentato il cemento della costruzione europea si sta sfaldando”.
Il 70% degli italiani, secondo una ricerca condotta di Diamanti e pubblicata da Repubblica, “esprime poco o nessun consenso verso la Ue. E il gradimento nei confronti di quest’ultima si è sostanzialmente dimezzato negli ultimi vent’anni, passando dal 57% del 2000 al 30% di oggi”. In realtà, per molti cittadini italiani Europa significa Germania. Un Paese “che viene ritenuto più attento alla difesa dei propri interessi che solidale con gli Stati attualmente in difficoltà, come Italia o Spagna”. “La Germania ci sta strozzando”, dice il 70% di un campione di cittadini italiani con più di 17 anni. Ma il vero problema resta: come finanziare l’intervento comunitario? Ne scrive il Messaggero: “Non è né il Meccanismo Europeo di Stabilità, né la Banca Europea degli Investimenti e neppure la costruzione di nuovi strumenti che può fornire la soluzione. E’ la Commissione europea, che potrebbe ricorrere ai mercati per emettere uno o più Coronabond di grandi proporzioni”. E lo spiraglio nei negoziati sugli Eurobond, o Recovery Bond, sembra esserci. Galeotta è la frase pronunciata da Angela Merkel: “La Germania andrà bene nel lungo termine se andrà bene tutta l’Europa”. Però la partita resta aperta, e bisogna “rassicurare i nordici che non ci sarà mutualizzazione totale dei debiti”. Nel frattempo, si parla di cifre: “Per l’Italia è importante che con questi strumenti si raccolgano 1.000 miliardi, disponibili entro 2 o 3 mesi massimo, con maturità a 20 anni e tassi vicini allo zero”.
RIPARTIREMO, SI’, MA NON PRIMA DEL 4 MAGGIO – Dovrà essere “cauta e graduale”, ma la data fissata per la ripartenza potrebbe essere quella del 4 maggio 2020. A tappe: “Già da metà aprile, subito dopo le festività pasquali – scrive il Corsera – ad alcuni settori dell’imprenditoria e del commercio potrebbe essere concessa la riapertura. Via libera, dunque, per alcune imprese di supporto alla filiera alimentare e farmaceutica, alcune aziende meccaniche, qualche negozio che vende prodotti per il tempo libero o forniture per gli uffici”.
Nel parco o da amici: è ancora troppo presto. Per uscire di casa, tornare a passeggiare, incontrarsi con parenti e amici liberamente, dovranno trascorrere, invece, ancora altre settimane. In ogni caso, le regole non cambieranno: un metro di distanza e indossando la mascherina, con assoluto divieto di assembramenti. Gli ingressi nei negozi saranno scaglionati, all’esterno di esercizi commerciali e uffici sarà ancora necessario fare la fila, niente eventi pubblici o feste nei locali chiusi o all’aperto. Vietate le manifestazioni. E nella prima fase, niente bar e ristoranti.
Per un taglio di capelli o una ceretta. La possibilità di fare un salto dal parrucchiere o dall’estetista appare ancora molto lontana, anche se non è escluso – continua il Corriere della Sera, “proporre un’attività in sicurezza esattamente come accade per gli studi medici o i laboratori di analisi. L’ipotesi è quella di ottenere via libera mirati dopo aver chiesto una particolare autorizzazione e aver dimostrato di essere in regola con la dotazione di protezioni personali”.
Palestre e piscine: mi faccio un tuffo? La riapertura di questi luoghi è molto più complicata, perché è difficile impedire il contatto tra le persone.
Semaforo rosso anche per discoteche e luoghi di aggregazione per giovani.
Che faremo quest’estate? Nulla è ancora stato deciso e se ne dovrà riparlare alla luce degli ultimi dati epidemici. “Fase Due – ha fatto sapere il Governo – non vuole dire liberi tutti”.
SCUOLA: LA CAMPANELLA NON SUONA ANCORA – Approfondimenti dal Corriere della Sera sul Decreto Scuola approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

In sintesi:
Esame maturità. Sarà composto da un solo orale, e potrà svolgersi da casa se non sarà possibile convocare i maturandi a scuola alla fine di giugno. L’orale potrebbe valere fino a 60 punti. Nel caso in cui la scuola riprenda entro il 18 maggio, l’esame sarà semplificato: prova di italiano, prova di indirizzo preparata dalla commissione, e colloquio,

Nessun esame di terza media. L’esame sarà sostituito da una tesina. Il consiglio di classe farà una valutazione finale degli studenti con uno scrutinio a distanza, tenendo conto anche della tesina. Si dovesse tornare in classe entro la metà di maggio, l’esame sarà comunque ridotto,

In classe il 1° settembre? Il prossimo anno scolastico inizierà lo stesso giorno in tutta Italia e non con i calendari differenziati. Si inizia il primo o, al massimo, il 2 settembre. Non è ancora chiaro se gli studenti saranno a scuola o se si ricomincerà con la didattica a distanza.

Tutti promossi. Promozione per tutti, salvo a chi dovrà sostenere l’esame di maturità. Congelato anche il meccanismo dei debiti. La valutazione delle lezioni online peserà sul voto in pagella. Nello scrutinio finale, che potrà essere svolto a distanza, i professori dovranno valutare anche l’eventuale recupero degli apprendimenti e l’impegno dimostrato dagli alunni nelle lezioni a casa.

Professionisti e tirocini a distanza. Novità anche per i futuri architetti, ingegneri, psicologi, avvocati, commercialisti, dentisti, farmacisti, veterinari, commercialisti e tecnologi alimentari: gli esami di abilitazione sono sospesi, ma probabilmente si terranno con modalità telematica. E così per i tirocini.

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