ODONTOTECNICI e Coronavirus: ecco cosa devono fare i laboratori

Posted By Daniela Montalbano on Mar 4, 2020 | 0 comments


Ci sono professioni che più di altre devono svolgere la propria attività quotidiana – ma questo non significa che l’attenzione non debba essere alta ovunque e comunque – con una cura e uno scrupolo maggiori, perché coinvolte nella produzione di particolari rivolti direttamente alla tutela della salute del paziente. E’ il caso delle attività svolte all’interno dei laboratori odontotecnici.


Innanzitutto, è bene ricordare che i laboratori applicano normalmente misure per la prevenzione dei rischi biologici derivanti da virus, batteri e altri microorganismi patogeni attraverso la disinfezione di ogni “oggetto” (nella maggior parte impronte) proveniente dalle strutture e/o studi odontoiatrici, in modo da evitare contaminazioni crociate.
E’ scontato inoltre – al di là di particolari contingenze di carattere sanitario – che all’interno dei laboratori si presti l’adeguata attenzione alle procedure igieniche idonee a salvaguardare la salute dell’imprenditore e degli eventuali collaboratori.

Però il Coronavirus ci porta a sottolineare, nuovamente, l’importanza di seguire alcune buone prassi riguardanti la disinfezione degli oggetti (impronte, cere e/o siliconi occlusali, modelli in gesso, protesi rimovibili, prove metalliche, prove estetiche) eventualmente contaminati che possano entrare nei laboratori odontotecnici. In via precauzionale è opportuno considerare ogni “oggetto” che ha avuto contatto con un paziente come potenzialmente infetto. Di conseguenza, è bene assicurarsi che tutto ciò che proviene dagli studi e/o dalle strutture odontoiatriche sia pulito e disinfettato, come da prescrizioni di Legge.

Nel caso in cui non si riesca ad averne certezza, è opportuno procedere come segue:
-dedicare una zona specifica del laboratorio alla ricezione e trattamento del materiale potenzialmente infetto -predisporre l’area di disinfezione separata dal resto del laboratorio -indossare dispositivi di protezione individuale (DPI), ossia guanti monouso, camice monouso, mascherina monouso ed occhiali protettivi -fare attenzione a non toccare altre superfici o oggetti con i guanti potenzialmente contaminati
Terminata la disinfezione, gli “oggetti” possono essere integrati (ad eccezione di guanti, mascherine e camici che sono, invece, monouso) nel circuito di lavoro. Al termine del processo, la zona utilizzata deve essere igienizzata e trattata con disinfettanti specifici per superfici.


E’ sempre buona norma, in particolare in questo periodo, accertarsi che i disinfettanti utilizzati riportino almeno la dicitura “Limitatamente Virucida” sull’etichetta, e che siano quindi efficaci nei confronti dei virus incapsulati: tale dicitura assicura l’efficacia del prodotto nei confronti del COVID-19.

In linea generale, si ribadisce l’opportunità da parte dei laboratori di adottare protocolli igienici efficaci quale buona prassi di protezione quotidiana necessaria per la salute degli operatori e della comunità.

Inoltre, a questo si può aggiungere:

1)Includere nell’anamnesi medica prossima la richiesta di evidenziare recenti viaggi nelle aree già soggette a quarantena, o di frequentazioni con persone provenienti da esse 2) Ricambiare l’aria sempre tra un paziente ed un altro e periodicamente anche in sala d’attesa 3)Lavarsi le mani per almeno 20 secondi.

L’operazione di lavaggio deve essere preliminare all’uso del disinfettante. -Mettere a disposizione di pazienti e accompagnatori un disinfettante alcolico all’entrata e invitarli a pulire le mani prima di accomodarsi.


Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.