Transizione 4.0: firmato il decreto attuativo. In arrivo sette miliardi di euro

Posted By Daniela Montalbano on Giu 4, 2020 | 0 comments


La firma c’è, ed è quella del ministro allo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli sul decreto attuativo che fissa i nuovi crediti di imposta a favore delle imprese che metteranno in campo investimenti per l’acquisto di beni strumentali, ricerca e sviluppo, innovazione, design, tecnologie green e formazione in competenze adeguate al salto tecnologico.

Sette miliardi di euro, in cinque anni, per rafforzare il Piano Transizione 4.0 (prima Industria 4.0 e poi Impresa 4.0) nel quale trovano posto tutte quelle misure che aiutano le imprese – si punta ad aumentare di oltre il 40% la platea delle aziende che possono accedere agli incentivi- a fare uno scatto in più. Qualche nodo da sciogliere c’è ancora – le diciture da inserire in fattura, il modello per la comunicazione al ministero, i settori (oltre a quelli che già si conoscono) che possono beneficiare del credito di imposta per le attività di design e ideazione estetica – ma ad oggi possiamo già entrare nel dettaglio di alcune agevolazioni.

Maggiori certezze e ulteriori chiarimenti – Da sottolineare che il decreto permette alle imprese di condurre gli investimenti in corso e di programmare quelli successivi con maggiori certezze sul piano operativo e interpretativo, ma definisce anche le modalità attuative del nuovo credito d’imposta per il periodo successivo al 31 dicembre 2019. In particolare, sono state definiti i criteri tecnici per la classificazione delle attività di ricerca e sviluppo, di innovazione tecnologica e di design e innovazione estetica ammissibili al credito d’imposta e sono stati individuati l’individuazione, nell’ambito delle attività di innovazione tecnologica, gli obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica rilevanti per la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta. Infine, si sono individuati i criteri per la determinazione e l’imputazione temporale delle spese ammissibili e in materia di oneri documentali.

Il credito d’imposta per l’acquisto dei beni strumentali – Investimenti in beni strumentali materiali 4.0. Sono elencati nell’allegato A della legge di bilancio del 2017, e a questi si riconosce un credito d’imposta nella misura del 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e del 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Investimenti in beni strumentali immateriali (software) funzionali ai processi di trasformazione 4.0 che si trovano nell’Allegato B della legge 11 dicembre 2016, n. 232. A questi si riconosce un credito d’imposta nella misura del 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000. Agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Investimenti in beni strumentali materiali “semplici” (non sono 4.0). Il credito d’imposta è nella misura del 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.I crediti di imposta si fruiscono in cinque quote annuali (tre per i software) a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione per i beni 4.0 e dall’entrata in funzione per gli altri beni. E’ importante che in fattura si indichi il riferimento normativo e, inoltre, c’è l’obbligo di inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo Economico ai fini del monitoraggio dell’utilizzo dell’incentivo.

Il credito d’imposta per le spese in Ricerca, sviluppo, innovazione e design – Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 12% delle spese agevolabili nel limite massimo di 3 milioni di euro.

Attività di innovazione tecnologica per la realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi, o migliorati. Credito d’imposta pari al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Attività di innovazione tecnologica per la transizione ecologica, o di innovazione digitale 4.0. Credito d’imposta al 10% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri che saranno poi individuati con decreto ministeriale. Credito d’imposta al 6% delle spese agevolabili nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Il credito d’imposta si può utilizzare solo in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.


Come fare per ottenere l’agevolazione – Il credito di imposta è riconosciuto solo se l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili risulta da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

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