TUTTI PRONTI A RIACCENDERE I MOTORI: LE STRATEGIE, REGIONE PER REGIONE – Ecco come si riparte il 4 maggio: dalla Lombardia alla Sardegna, si scaldano i motori

Posted By Daniela Montalbano on Apr 22, 2020 | 0 comments


“LE PMI DEVONO RIPARTIRE”
Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia, il numero dei contagi diminuisce: i positivi sono 108.237, venti in meno rispetto a domenica. Migliora anche la situazione in Lombardia, nonostante la provincia di Milano sia ancora sorvegliata speciale.

La mappa è stata realizzata dal Corriere della Sera:
Lombardia. Bisogna limitare gli affollamenti con accessi limitati ai mezzi, orari di lavoro differenziati e dilatati su 7 giorni. Per l’apertura dei locali pubblici si dovrà aspettare.


Piemonte. La task force creata dal Politecnico di Torino guida la ripartenza di 40 aziende «tester». Entro giugno si riapriranno i nidi.

Veneto. Già da una decina di giorni quasi 200mila imprese, il 46% del totale, possono lavorare in base ai codici Ateco. Il soft lockdown interessa 900mila lavoratori, poco meno del 50%. Messo a punto un «manuale di riapertura»: sanificazione locali, rilevazione febbre, uso di guanti e mascherine, distanza. Il piano, sperimentato su 20 aziende, ruota attorno a «Covid manager aziendali» in contatto con il sistema sanitario regionale.

Valle d’Aosta. Dal 4 maggio cadrà il divieto delle passeggiate. Librerie e orti hanno già riaperto; per la silvicoltura e i cantieri non ci potranno essere più di 10 operai insieme. Forse si ritornerà a scuola a metà maggio.

Trentino Alto-Adige. Ai nuclei familiari con redditi bassi, la Regione è pronta ad offrire gratis mille baby-sitter. Qui sono state riaperte tutte le aziende che non possono impiegare più di 5 dipendenti. Nei cantieri edili, potranno lavorare al massimo 5 persone.

Friuli Venezia Giulia. Prima del 4 maggio potrebbero riaprire i settori legati all’export. A Molfalcone ha già riaperto Fincantieri. Però il 60% delle attività produttive non ha mai chiuso. Ora si riparte con la filiera del mobile e dell’artigianato.

Liguria. I cantieri sono già stati avviati, così come la cura degli orti e i chioschi sulle spiagge. Dal 4 maggio ripartirà tutta l’edilizia, i cantieri nautici, la metalmeccanica. Riapriranno, su appuntamento, parrucchieri, estetiste e la tolettatura per cani. Potrà lavorare anche chi somministra alimenti e bevande (pasticcerie comprese) ma solo da asporto.

Emilia Romagna. Si ripartirà sulla base di piani condivisi: per riattivare la produzione nel massimo della sicurezza, superando la classificazione Ateco. Qui sono già aperte circa 30mila aziende su oltre 400mila. Autorizzati screening aziendali.

Toscana. Senza asili aziendali, condominiali, campi estivi e anche parziali aperture di istituti, è difficile per tanti lavoratori tornare in fabbrica o in azienda e lasciare i figli a casa. Si sta pensando di avviare un servizio «educativo» pro figli e genitori.

Lazio. Sono già aperte 450 librerie; dal 4 maggio riapriranno 23mila fabbriche. Poi, in modo progressivo, negozi e aziende, parchi, parrucchieri e palestre, bar e ristoranti, alberghi e b&b. Riapertura per fasce orarie secondo norme chiare: segnaletica per il rispetto delle distanze, piani di ingresso e di uscita, spazi contingentati (4 mq a cliente nei bar, 10 mq nei centri commerciali), uso tassativo della mascherina. Per i trasporti, una App per prenotare i posti solo a sedere: in 20 sui bus e in 120 sulla metro.

Umbria. Il 4 maggio ripartiranno i cantieri della ricostruzione del terremoto 2016, molte aziende dell’export, il tessile e le grandi griffe della moda. Già aperte le acciaierie di Terni. Si attiverà l’asporto per bar e ristoranti.

Marche. Il 4 maggio si riparte con il trasporto pubblico (bus e treni regionali) a regime. Fincantieri ha già riaperto; tra due settimane dovrebbe arrivare lo sblocco per il manifatturiero. Applicati con autocertificazione i protocolli di sicurezza.

Puglia. Si deve ripartire con il turismo (con linee guida per imprese e turisti); poi sarà la volta della filiera agroalimentare (in gran parte non si è fermata). Subito dopo, il manifatturiero.

Molise. Si riparte il 4 maggio con il piano “Start Molise” per sostenere famiglie, lavoratori, partite Iva. Per rilanciare le attività di commercianti, artigiani e piccole e medie imprese. Si riparte con lavori stradali, dighe, artigianato.

Abruzzo. Riaprono i cantieri post-sisma. Le aziende potranno comunicare a una piattaforma telematica come intendono riaprire senza rischi. Per i trasporti si pensa a ingressi scaglionati e più corse. Iniziati i lavori di preparazione delle spiagge.

Basilicata. Dal 4 maggio riparte lo stabilimento Fiat di Melfi. Pronto a ripartire anche il settore agroalimentare e caseario.Calabria. Sì al blocco della mobilità interregionale, sì alla riapertura delle pasticcerie per la consegna a domicilio e sì ai lavori negli stabilimenti balneari. Il 4 maggio, via libera alle attività artigianali. La Regione si è dotata di una App e di termometri infrarossi laser.

Campania. Il 4 maggio si riapre, ma pizzerie e ristoranti chiedono che si riparta a fine aprile con le consegne a domicilio. Poi, cantieri edili e stabilimenti balneari.

Sicilia. Via libera dai cantieri stradali e dalle manutenzioni negli stabilimenti balneari. Possibile raggiungere le case di campagna e sì alla consegna di cibo a domicilio per i giorni festivi (compresi il 25 aprile e il 1° maggio).

Sardegna. Passaporto sanitario: l’apertura al turismo sarà così. Con un attestato di esenzione dal virus. Un certificato da esibire in porti e aeroporti di partenza.


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